CUCCIOLATE TARDIVE IN AUTUNNO

Un cucciolo recuperato nel mese di novembre. Si può facilmente notare la sua taglia minuscola e il suo evidente stato di magrezza.

Il riscaldamento globale sta’ causando gravissimi problemi agli animali selvatici.

La stagione riproduttiva dei ricci si è in questi ultimi due decenni dilatata fino all’inizio dell’autunno. Fa molto più caldo e le femmine danno alla luce una seconda cucciolata verso fine agosto e settembre. I piccoli che nascono in questo periodo non hanno più a disposizione una quantità sufficiente di insetti, la loro dieta base, per acquisire un peso sufficiente per andare in letargo e superare l’inverno.

In base alle linee guida degli esperti del settore, il peso minimo per andare in letargo dovrebbe essere di almeno 600 grammi.

E’ inoltre molto importante tenere in considerazione lo stato di magrezza dell’animale, che viene valutato dal rapporto tra la circonferenza trasversale e quella longitudinale dell’animale quando è appallottolato (indice di Bunnel).

In pratica piu’ l’animale ha una silhouette arrotondata piu’ e’ in buone condizioni di ingrassamento ( per capirci, dalla forma di un uovo a quella di una palla).

Più il riccio è denutrito invece più la sua sagoma, quando è appallottolato, diventa stretta e lunga, tipo pallone da rugby.

Quest’anno, più degli anni passati, abbiamo riscontrato un numero elevato di cuccioli ancora svegli ed attivi in tardo autunno e addirittura in pieno inverno. Il loro peso spesso non raggiunge nemmeno i 500 grammi. La loro speranza di sopravvivenza e’ scarsissima. Molti di loro sono gravemente ammalati. Spesso all’esame microscopico delle feci troviamo un carico molto elevato di parassiti polmonari e intestinali, Capillaria e Crenosoma. Tali parassiti causano gravi forme di broncopolmonite e di enterite, che sono in molti casi fatali se non prontamente curate.

Queste infestazioni massicce sono causate dal fatto che i cuccioli in autunno per sopperire alla scarsità di insetti si trovano costretti a cibarsi di lumache e lumaconi in quantità nettamente superiore alle loro abitudini.

Le lumache e i lumaconi sono vettori dei parassiti sopracitati.

Si ritiene che il 90 % dei ricci nati in autunno non vivra’ a lungo per vedere la primavera successiva. La maggior parte di loro e’ destinata a morire di fame e di malattia.

Noi possiamo dare una mano concreta, direi decisiva, se recuperiamo questi cuccioli.

Eccovi alcune indicazioni di base da seguire quando si trova un piccolo riccio in tardo autunno:

  1. Se di peso inferiore ai 500 grammi, va subito recuperato e portato ad un centro di di fauna selvatica, dove sarà tenuto al caldo per tutto l’inverno (temperatura sopra i 18 gradi C), ben nutrito, sverminato, per poi essere liberato con un buon peso (almeno 700-800 grammi), la primavera successiva.
  2. Se di peso tra i 500 e i 600 grammi, bisogna sentire il parere di un esperto e decidere valutando le sue condizioni fisiche, l’ambiente in cui vive e il clima.
  3. sopra i 600 grammi si puo’ lasciare stare in natura, fornendogli pero’ del cibo tutte le sere, una ciotola piena di crocchette per gattini e una piena d’acqua.
  4. Vanno recuperati tutti i ricci sopra i 600 grammi se sono molto magri, se ammalati, feriti o infestati da tante zecche e parassiti esterni. Se li vediamo fermi e barcollanti durante il giorno significa che sono in difficoltà e vanno soccorsi subito. (sono animali notturni e quindi di solito iniziano ad uscire dalla tana al tramonto e rientrano all’alba).

Il valore di riferimento del peso, 600 grammi, dipende della latitudine a cui vive il riccio.

Per un animale che vive nel sud dell’Italia, il peso necessario per il letargo può essere un pochino più basso, almeno 550 indicativo.

Consigliamo di lasciare sempre un po’ di cibo per tutto l’inverno, all’interno di una mangiatoia, in modo da impedire l’accesso a cani e gatti.