COSA FARE QUANDO SI INCONTRA UN RICCIO FERITO

Spesso i ricci si trovano in difficolta’ a causa dell’uomo. Molti di loro vengono investiti dalle auto mentre cercano di attraversare la strada, altri vengono tagliati o mutilati dai decespugliatori e dalle frese, molti vengono aggrediti e dilaniati dai cani, altri rimangono intrappolati nelle gabbie di cattura per i topi o peggio nella colla.

Come ci accorgiamo che un riccio e’ in difficolta’ ed ha bisogno di aiuto?

  1. Se lo troviamo fermo in mezzo alla strada. Accertiamoci sempre che non sia ferito, cioe’ che non abbia tracce di sangue al naso, alla bocca o sul corpo. Se sta’ bene di solito si chiude a formare una bella pallina tonica non appena ci avviciniamo. Se invece rimane aperto, coricato su un lato significa che e’ debole e quindi in stato di shock dovuto al trauma da investimento. Se quando si appallottola una zampa rimane fuori significa che non riesce a retrarla perché e’ fratturata o lesionata.
  2. Se lo troviamo DI GIORNO, fermo all’aperto, in un prato o in cortile, debole oppure barcollante, con formiche o peggio ancora mosche che gli girano intorno, oppure se camminando zoppica. (i ricci che sono all’aperto di giorno sono quasi sempre animali in difficoltà). La presenza di uova di mosca carnaria rende il caso urgentissimo. Le uova in poche ore con il caldo schiudono e danno origine a larve che letteralmente mangiano vivo l’animale. Se ci sono gia’ le larve non c’e’ un minuto da perdere, vanno immediatamente rimosse una per una con una pinzetta.
  3. Se lo troviamo intrappolato in una rete di recinzione o in qualche imballaggio di plastica, come anelli o guarnizioni di plastica che spesso gli formano un cappio attorno al torace o al collo, dal quale non riescono più a liberarsi . Spesso capita che crescendo la plastica si conficchi nei tessuti, cute e muscoli, creando dolore e infezione ( vedi foto sottostante). La presenza di uova e di larve di mosca carnaria rende il caso urgentissimo in quanto le larve penetrano nelle ferite e nella cute integra e si cibano dei tessuti dell’animale , letteralmente lo mangiano vivo.
Questo piccolo riccio e’ arrivato al centro con un anello di plastica conficcato nei tessuti attorno alla pancia. Era rimasto intrappolato per molto tempo e crescendo la plastica gli era entrata nella cute e nei muscoli causando infezione, dolore e un tremendo disagio nel movimento. Fortunatamente siamo riusciti a liberarlo e a curarlo fino alla guarigione.

4 ) Se lo troviamo ustionato come spesso capita quando diamo fuoco ai cumuli di rami e foglie o alle sterpaglie in giardino. I ricci amano fare il nido sotto i covoni di fieno o i mucchi di ramaglie e foglie o sotto la legnaia. Non bisogna mai accendere il fuoco senza prima controllare che non ci sia il nido dei ricci o di altri animali. E’ una vera propria barbarie dare il fuoco alle sterpaglie e lungo i pendii per eliminare i cespugli e le erbe infestanti per fare ‘ordine’ e ‘pulito’, perché possiamo bruciare vivi tanti animaletti che non hanno la possibilita’ di scappare come i ricci.

Un riccio gravemente ustionato, nelle due foto soprastanti. Si nota chiaramente un’area elissoidale in cui gli aculei sono stati bruciati e la lesione grave alla cute.

5) Se troviamo un riccio attaccato da un cane. Bisogna sempre accertarsi che non abbia ferite anche minuscole che risultano poco visibili tra gli aculei. Cerchiamo eventuali tracce di sangue. Il morso del cane di solito lascia le impronte dei denti ai due lati opposti del corpo del riccio. Ad esempio se c’è una ferita sul lato sx dell’addome bisogna controllare il lato dx. Se il riccio è ferito anche minimamente va tenuto sotto osservazione ed eventualmente va fatto un antibiotico perché il morso del cane può portare infezioni gravi e una volta lasciato andare il riccio può morire di setticemia qualche giorno dopo. La ferita va disinfettata delicatamente con betadine diluito al 50 % con soluzione fisiologica evitando le parti vicino agli occhi. Successivamente ai applica una pomata antibiotica, tipo gentalin normale. Va controllato anche il cane che non abbia ferite in bocca.

Raccomando sempre quando si trova un riccio ferito di immediatamente raccoglierlo, usando un panno per non pungersi, e di metterlo in uno scatolone con accanto una boule dell’acqua calda avvolta da un asciugamano di spugna. Insisto sul fatto di portarlo subito senza perdere tempo ad un centro di recupero di fauna selvatica perché potrebbe avere un’infezione ad uno stadio avanzato oppure le larve di mosca carnaria. Conviene sempre coprire la scatola con una rete antimosche per evitare che depositino le uova sulla ferita.

ALIMENTAZIONE DEI RICCI

I ricci sono insettivori onnivori. La loro dieta base è costituita per lo più da scarafaggi, millepiedi, forcelline, lombrichi e in minor misura da lumache, lumaconi, uova di uccelli, carcasse di animali, frutta, radici di erbe e vegetali.

Spesso troviamo i ricci a mangiare il cibo dei cani e dei gatti nei nostri giardini. Purtroppo l’uomo ha distrutto gran parte del loro habitat costituito da cespugli, sotto i quali si rifugiano, e da prati dove trovano gli insetti.

L’uso abbondante e scellerato di pesticidi e di erbicidi in agricoltura e giardinaggio ha spazzato via gran parte della popolazione di insetti che sono il loro cibo favorito.

Per questi motivi i ricci si sono adattati a vivere in citta’ e nei giardini e a cibarsi degli avanzi .

Che cosa possiamo fare per aiutarli? Lasciamo sempre una ciotola di acqua fresca e una di crocchette o umido per gattini, possibilmente a base di pollo o manzo e non di pesce (un sapore che non gradiscono molto).

E’ opportuno mettere il cibo in una mangiatoia di legno con un buco quadrato di ingresso di 10×10 cm di lato, in modo da permettere solo al riccio di entrare ed evitare l’accesso a cani e gatti.

Si puo’ utilizzare una scatola di legno, tipo quelle da 6 bottiglie di vino, alla quale si pratica il buco di ingresso nel lato piu’ stretto.

Va poi riposta sotto un cespuglio in un punto tranquillo del giardino, coperta da un telo di nylon per la pioggia e stabilizzata mettendoci sopra dei mattoni.

Fuori dalla mangiatoia lasciamo sempre un sottovaso basso pieno d’acqua con una pietra dentro per evitare che venga capovolto.

Le crocchette secche si conservano per 3-4 giorni fuori all’umidita’ poi se non vengono mangiate bisogna sostituirle.

Noi di solito consigliamo di usare una marca di crocchette per gattini, cioe’ di piccola pezzatura, in modo che siano piu’ facili da masticare. Scegliete sempre delle marche di buona qualità se possibile per non creare problemi epatici e digestivi ai ricci.

Si possono aggiungere alla dieta sopraindicata anche uova sode, ogni tanto, carne di pollo bollita senza condimenti, carne tritata scottata, qualche pezzo di mela, pera (da evitare la frutta troppo zuccherina come le banane).

CI SONO ALCUNI ALIMENTI ASSOLUTAMENTE DA EVITARE:

-IL LATTE DI MUCCA (sia i ricci lattanti che quelli adulti non lo digeriscono e possono morire di indigestione e pancia gonfia)

-IL PANE, che forma una massa stopposa che puo’ rimanere conficcata nella gola.

-LA FRUTTA SECCA, tipo noci, nocciole, mandorle (tossiche), uva passa, ecc., perché puo’ rimanere conficcata nella gola e nel palato.

Da evitare anche di dare LE CAMOLE DELA FARINA E DEL MIELE, perché possono creare uno squilibrio metabolico del calcio con conseguenti assottigliamento e deformazione delle ossa che possono addirittura fratturarsi. Spesso vengono utilizzate per stimolare il riccio a cacciare le prede vive. In ogni caso le camole vanno date in piccole quantità. I ricci ne sono ghiotti e se si abituano si corre il rischio che non mangino più nient’alto.

Lasciare del cibo ai ricci è un modo utile per aiutarli. Spesso si trovano in difficoltà come all’inizio della primavera, quando si sono appena svegliati dal letargo e sono molto debilitati. Oppure in estate quando l’acqua e gli insetti scarseggiano e ancora in autunno quando molti di loro sono sottopeso e non trovano più insetti.