GESTIONE DEI RICCI DURANTE L’INVERNO

I ricci sottopeso o malati recuperati in autunno devono essere tenuti al caldo e curati per poi essere liberati in primavera.

Devono essere soccorsi e portati ad un CRAS, centro di recupero di fauna selvatica, tutti i ricci che da novembre in poi pesano meno di 400 grammi perché troppo piccoli per superare l’inverno. E ovviamente tutti quelli magri e ammalati di ogni peso.

È molto importante che quando i ricci arrivano vengano sottoposti sistematicamente ad un esame delle feci per verificare la tipologia ed il carico di parassiti polmonari da cui sono affetti. In tal modo si potrà calibrare la giusta terapia. Spesso i piccoli nati a inizio autunno per poter sopravvivere sono costretti a cibarsi di lumache e lumaconi, che sono vettori di Crenosoma e Capillaria, due parassiti che colpiscono polmoni, il primo, e intestino, il secondo, causando gravi patologie che debilitano l’animale fino a farlo soccombere.

È fuori di dubbio che le cucciolate autunnali siano più deboli e malate rispetto a quelle primaverili.

Dopo aver sottoposto gli animali affetti da parassiti e da infezioni secondarie ad apportuni trattamenti e bene cercare di metterli in condizione di andare in letargo.

Non appena viene terminata la terapia bisogna eseguire nuovamente l’esame delle feci per essere sicuri di aver debellato i parassiti.

Il riccio va tenuto da solo in una grande gabbia per conigli (1m lunghezza x0, 5m larghezza) , a temperatura di almeno 18 gradi fino a quando non è perfettamente guarito.

Appena raggiunge il peso di 650-700 grammi può essere messo in un box in un ambiente non riscaldato o recinto esterno, con tanto di casetta ben coibentata e protetta da pioggia e neve, in modo che possa andare in letargo.

La casetta va riempita bene di foglie secche, fieno e paglia che va lasciata anche i parte nel recinto in modo che il riccio la usi per perfezionare il nido.

Bisogna sempre lasciare acqua e crocchette per tutto l’inverno.

É molto importante che i ricci che hanno raggiunto il peso adatto (650 gr) vadano in letargo.

In questo modo evitiamo che ingrassino troppo e arrivino alla primavera obesi.

Inoltre il letargo consente loro di ridurre lo stress da cattività e di limitare il contatto con gli umani.

I ricci devono mantenere il loro comportamento selvatico ed essere diffidenti nei confronti dell’uomo.

Appena arriva la primavera, il clima diventa mite cioè la temperatura supera i 10 gradi sia di giorno che di notte e i ricci si svegliano dal letargo è necessario spostare fuori in grandi recinti esterni tutti quelli che hanno passato il letargo in casa.

Il periodo di stabulazione nei recinti esterni deve durare circa 2 settimane per permettere ai ricci di riadattarsi al clima esterno e alla vita selvatica.

Le dimensioni dei recinti devono essere di almeno 3mx5m e all’interno ci deve essere un manto erboso con cespugli che riproduce il loro habitat naturale.

Il recinto deve essere ombreggiato e in un posto tranquillo del giardino.

Le pareti della recinzione devono essere di plastica o legno liscio, alte almeno 80 cm-1 m ed interrate di 10 cm per evitare che i ricci fuggano o che entrino dei predatori.

Bisogna inoltre mettere una casetta di legno con un bel tetto ampio di plastica per la pioggia.

La casetta va posta in posizione sopraelevata di qualche centimetro rispetto al terreno per evitare che si allarghi in caso di pioggia.

All’occorrenza si possono usare mattoni o una lastra di cemento.

Durante il periodo di preliberta’ bisogna evitare il contatto con i ricci il più possibile.

In ciascun recinto vanno posti pochi animali e divisi per sesso. Mai mettere insieme maschi e femmine.

I maschi dopo un certo periodo tendo a litigare tra di loro e a mordersi.

Ecco perché non bisogna tenerli oltre le due settimane nei recinti. Durante questo periodo bisogna constatare da lontano il loro compartimento.

Dobbiamo osservare e accertarsi che abbiamo l’istinto di farsi il nido, di dormire di giorno ed essere attivi la notte, di cacciare gli insetti e di appallottolati in presenza del pericolo e dell’uomo.

Se riveliamo delle anomalie di comportamento possiamo mettere il riccio in un recinto da solo e verificare se le cose migliorano.

Daremo delle crocchette per gattini sparse nel recinto e insetti morti tipo grilli, blatte e camole della farina vive (in poca quantità le camole, 3-4 al giorno.

3 risposte a “GESTIONE DEI RICCI DURANTE L’INVERNO”

  1. Ciao, ho trovato utili i consigli x cibo e casetta x ricci perchè ad agosto ho trovato un riccio in giardino. In un primo momento spaventata perché il riccio era ancora piccolo e sotto il sole nel prato. Ho acquistato del cibo per Ricci e dato da bere e sono stata ad osservarlo. Da una condizione iporeattiva, incominciando a mangiare e bere in un paio di giorni si è ripreso ed è diventato più vispo che mai. Gli ho messo una casetta in giardino con del fieno e delle foglie e in diversi punti dell”area ho distribuito cibo e acqua. Adesso faccio fatica a vederlo anche di sera ma mi preoccupo per quando inizierà l’inverno. Ho il sospetto che dorma sotto un cespuglio ma nn ho la certezza. La mia preoccupazione è…. farà il nido nella casetta che gli ho fatto (dubito) o in un altro posto? Come farò a sapere se si costruirà una tana e sarà riparato da intemperie o altro? Potete darmi dei consigli?

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