ALIMENTAZIONE DEI RICCI

I ricci sono insettivori onnivori e in natura si cibano di scarafaggi, millepiedi, bruchi, forcelline e lombrichi, principalmente. In quantità minore anche di lumache, lumaconi, carogne di animali, uova di uccelli, frutta e erbe.

Cosa possiamo dare loro da mangiare per aiutarli a sopravvivere dato che spesso vivono vicino a noi nei giardini, nei parchi e nelle zone residenziali?

Crocchette e umido per gattini a base di pollo e manzo vanno bene.

Le crocchette devono essere di buona qualità quindi evitate le marche a buon prezzo.

Le crocchette vengono digerite meglio rispetto all’umido che a lungo andare causa un po’ di dissenteria.

Inoltre favoriscono il rafforzamento dei denti e della mandibola e prevengono la formazione del tartaro e quindi le infezioni alle gengive.

Vanno preferite le crocchette per gattini perché sono di piccola pezzatura e più facili da masticare.

Anche la carne tritata di manzo scottata sulla piastra senza condimento va bene, così come il pollo bollito nell’acqua senza olio.

Un uovo sodo un paio di volte a settimana è un ottimo ricostituente. Va sminuzzato con la forchetta, sia l’albume che il tuorlo.

Non è necessario dare frutta, soprattutto ai piccoli perché può fermentare e dare diarrea.

Agli adulti si può dare qualche pezzettino di mela, pera, anguria o melone, ma sempre in modeste quantità.

MAI dare ai ricci il LATTE DI MUCCA né il PANE o la PASTA e nemmeno la FRUTTA secca che può rimanere conficcata nelle gola o nel palato con gravi conseguenze.

Le mandorle poi sono tossiche per i ricci perché contengono la cianidrina.

Mai dare roba dolce, né latticini né prodotti come il cioccolato. Potrebbero far morire il riccio.

L’alimentazione che vi abbiamo indicato va bene per i soggetti adulti e per i riccetti svezzati.

Per i lattanti tratteremo in un articolo a parte

Ai cuccioli svezzati, che assomigliano a soggetti adulti in miniatura, conviene lasciare crocchette per gattini ammollate in acqua in modo che riescano a masticare oppure l’umido di manzo e pollo.

Per quanto riguarda la somministrazione di prede vive per stimolare l’istinto di caccia dei ricci possiamo aggiungere al menù sopraindicato qualche camola della farina o del miele , ma sempre in piccola quantità, non più di 4 o 5 al giorno per evitare di creare una dipendenza alimentare. Infatto molti ricci ne vanno ghiotti ed evitano di mangiare tutto il resto.

Le camole in grande quantità giornaliera possono causare dissenteria e uno squilibrio metabolico del rapporto calcio/ fosforo nel sangue con conseguente riassorbimento del calcio dalle ossa.

I ricci affetti da questa patologia presentano le ossa deformi, più fragili e un atteggiamento degli arti ‘a zampa di foca’, cioè deviati di lato. Soprattutto i soggetti giovani in accrescimento.

Ovviamente dobbiamo sempre lasciare assieme al cibo anche abbondanti quantità di acqua fresca in ciotole basse.

Per evitare che il loro cibo venga preso da cani e gatti bisogna utilizzare sempre una mangiatoia.