PERICOLI IN GIARDINO

Ninna, la prima riccia salvata, in mezzo al verde

Il giardino per il riccio è un ottimo posto per cacciare, farsi il nido e sostanzialmente vivere..

Si stima che circa metà dei ricci vivano ormai attorno alle nostre case, essendo il loro habitat sempre più ristretto dall’espansione delle monocolture e dalla cementificazione selvaggia.

Purtroppo i ricci hanno vita difficile accanto a noi. Sebbene ci siano alcuni vantaggi per questi animali che trovano attorno alle case acqua e cibo per gatti, molti sono i pericoli che incontrano sulla loro strada.

Eccone alcuni tra i più frequenti :

  1. Decespugliatori e frese. I ricci amano passare il tempo sotto i cespugli e nell’erba alta dove trovano fresco e protezione dai predatori. Se non si controlla prima di tagliare e se non si procede con cautela, si rischia di ferire a morte questi animali che di fronte ad una minaccia tendono ad appalottolarsi più che a scappare. Anche una ferita non mortale può essere estremamente pericolosa perché può infettarsi o attirare le mosche che vi depositano le uova. Dopo poche ore con il caldo le uova schiudono le temibili larve che divorano vivo l’animale.
  2. Tombini aperti e buche. I ricci hanno una pessima vista e spesso cadono in buche, tombini canali di scarico lasciati aperti. Se non vengono prontamente recuperati rischiano di morire di sete, di fame e di stenti. Bisogna sempre coprire i buchi con tavole di legno o grate.
  3. Reti delle recinzioni. Le reti delle recinzioni sono molto pericolose, soprattutto quelle a maglie medio-larghe perché i ricci ci si infilano nel tentativo di entrare in giardino e poi non riescono più a indietreggiare a causa degli aculei. Diventano così trappole mortali. Bisogna mettere la rete ad almeno 10 cm dal terreno in modo che il riccio possa passarci sotto agevolmente oppure fare dei buchi di 12x12cm alla base, ogni 2-3 metri e per ogni lato della recinzione in modo da creare dei passaggi. I ricci hanno bisogno di almeno 2-3 ettari di terreno, prati e cespugli, per trovare insetti a sufficienza.
  4. Spazzatura di plastica. Bisogna sempre fare attenzione a non lasciare la plastica in giro e raccogliere quella che troviamo. Sacchetti, borse, bottiglie, reti e anelli possono diventare trappole mortali. Inoltre gli animali possono ingerire dei pezzi di plastica che causano blocchi intestinali o soffocamento.
  5. Fuochi di sterpaglie e cumuli di fieno. Spesso c’è la brutta abitudine di bruciare i rovi per fare pulizia. É una pratica barbara che causa la morte di tanti piccoli animali che non riescono a fuggire in tempo. Vi ricordo che è assolutamente vietato dalla legge. In secondo luogo si tende a dare il fuoco ai cumuli di rami, foglie e fieno raccolti in giardino. Vi sconsiglio di farlo perché questi mucchi di materiale sono spesso il nido dei ricci e di altri animali. Se proprio non potete farne a meno, controllate prima sotto con un rastrello e accertatevi che non vi siano animali. Conviene bruciare creando un mucchio di fianco ad una certa distanza da quello vecchio dal quale viene prelevato il materiale poco alla volta. Se troviamo una cucciolata per favore lasciamo stare, rimettiamo rapidamente a posto come prima e allontaniamoci senza fare rumore per non far fuggire la mamma. Diamole il tempo (1 mese) per allattare i cuccioli. Lasciamo alcuni cumuli in giardino come rifugio per i ricci. Invece di bruciare le foglie e il fieno possiamo utilizzarli come compost; sono un ottimo concime naturale per il giardino.
  6. Pesticidi, erbicidi, lumachicidi e topicidi. Evitiamo sempre l’uso di veleni in giardino perché oltre a nuocere gravemente agli animali sono pericolosissimi anche per noi perché molti di essi portano al cancro. I lumachicidi sono letali per i ricci perché possono essere ingeriti direttamente o tramite le lumache di cui i ricci sono ghiotti.
  7. Piscine e stagni Sia le piscine che i laghetti possono costituire un serio pericolo soprattutto le prime perché hanno le pareti ripide che impediscono ai ricci di uscire. Dopo alcune ore muoiono affogati e sfiniti. Occorre sempre che ci sia un lato quasi orizzontale che permetta agli animali di uscire. Nelle piscine si può mettere un asse di legno a pioli obliquo che poggia sul fondo da un lato e sul bordo dall’altro. Esistono anche in commercio isole galleggianti. Oppure si può coprire la piscina di notte con un telo riavvolgibile o creare una recinzione attorno. Molto importante lasciare sempre dei sottovasi d’acqua fresca in giardino. I ricci soprattutto nella stagione secca vanno disperatamente alla ricerca di acqua e così finiscono nelle piscine.
  8. Compostiere La compostiera, quelle fatte artigianalmente, spesso sono il rifugio di tanti ricci e anche fonte di cibobper loro perché piene di insetti. Facciamo attenzione quando rimescoliamo il materiale a non usare il forcone per non infilzare i ricci.
  9. Cani aggressivi. .. Vi sono molti cani con forte istinto predatorio che attaccano e feriscono gravemente, spesso mortalmente i ricci. É bene sempre fare dormire i cani in casa durante la notte o in un recinto apposito. Se sentiamo abbaiare insistentemente in un punto corriamo subito a vedere perché potrebbe esserci un riccio in balia del vostro cane. Se trovate un riccio in bocca ad un cane dovete sempre controllare entrambi e portare il riccio da un veterinario per essere sicuro che non sia ferito. I buchi dei denti canini non si vedono facilmente tra gli aculei e se l’animale non viene trattato con un antibiotico potrebbe morire di infezione. Naturalmente fate attenzione quando prelevate un riccio, che non sia una femmina con i cuccioli. Se l’animale è ferito bisogna controllare in giardino che non vi siano i piccoli in attesa del ritorno della mamma.
    1. Cibo improprio Spesso c’è l’abitudine di lasciare pane e latte in giardino per nutrire i gatti. Mai dare il latte di mucca ai ricci perché potrebbe essere mortale. Non lo digeriscono affatto e non va bene nemmeno per i gatti. Lasciate piuttosto acqua fresca, crocchette e umido per gattini a base di pollo e/o manzo (no pesce).

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COME COMPORTARSI SE SI TROVA UNA MAMMA CON CUCCIOLI

Nel periodo che va dal mese di aprile fino a settembre può capitare, facendo i lavori i di giardinaggio, di imbattersi in una famigliola di ricci.

Che cosa dobbiamo fare per preservarli?

Innanzitutto va detto che i ricci spesso amano fare il nido sotto i bancali, le cataste di legno, i cespugli e i cumuli di fieno e foglie.

Quindi la prima cosa da fare quando si mette in ‘ordine’ il giardino è quella di agire con consapevolezza e quindi con cautela.

I cumuli di fieno non vanno bruciati senza prima controllare che sotto non vi siano i ricci o altri animali.

Con il decespugliatore non bisogna avvicinarsi ai cespugli e dobbiamo controllare prima tra l’erba che non vi siano ricci, leprotti o altri animali.

Se per caso troviamo un nido di ricci e se non è stato completamente distrutto bisogna ricomporre tutto com’era prima e allontanarsi.

Se I cuccioli sono molto piccoli, rosa, con gli occhi chiusi e gli aculei bianchi e corti, sono ancora lattanti e quindi più a rischio.

Se invece sono grossi come un mandarino, con pelo dappertutto, aculei grigi e occhi aperti verosimilmente sono ricci già svezzati, quindi un po’ più forti e più autonomi.

MAI TOCCARE O PRENDERE IN MANO soprattutto i neonati perché la mamma potrebbe abbandonarli o addirittura mangiarli.

Come dicevo prima la cosa migliore è controllare velocemente da distanza che I piccoli non siano feriti e che ci sia la madre con loro.

Dopo avere ricomposto il nido velocemente e in silenzio, ci allontaniamo e nelle ore successive monitoriamo.

Il pericolo è che la mamma abbandoni la cucciolata se é stata pesantemente disturbata o il nido distrutto e lasciato così.

Dopo una decina di ore conviene dare un’occhiata veloce se la mamma è con i piccoli.

È difficile dare una tempistica precisa, le situazioni e il comportamento dei ricci varia da caso a caso ma il linea di massima se la mamma riccia non torna nell’arco di 15-20 ore i piccoli vanno recuperati e portati immediatamente ad un centro di recupero per essere allattati e accuditi. Mi riferisco sempre a cuccioli lattanti e quindi non autosufficienti.

Tenete presente che mamma riccia di notte potrebbe non essere nel nido per necessità di cacciare e alimentarsi, essendo animali notturni.

Quindi se il nido viene disturbato al mattino, si ricompone e si dà un’occhiata alla sera prima che sia buio.

Se la mamma non c’è si controlla nuovamente al mattino successivo.

Se la mamma è ancora assente e i piccoli appaiono disidratati e con la pelle molto grinzosa vanno immediatamente recuperati.

Se il nido viene disturbato al pomeriggio conviene ricomporre tutto e attendere il mattino successivo. Se la mamma non c’è allora I cuccioli vanno recuperati.

A volte la mamma non dorme vicino ai cuccioli a ma breve distanza specialmente quando i piccoli hanno più di 2 settimane. Ma in ogni caso di giorno deve sempre essere nei paraggi, a poca distanza dal nido.

Quando vengono abbandonati o la mamma è morta, i piccoli tendono ad uscire dal nido e sparpagliarsi in cerca di cibo e della mamma.

Vanno SEMPRE recuperati i cuccioli lattanti (più piccoli di un mandarino, senza pelo, aculei bianchi e corti) che girano in giardino o sono da soli nel nido da oltre 15-20 ore.

Diventano bersaglio facile dei predatori e inoltre non sono in grado di sopravvivere da soli.

Questo ripeto vale per i neonati perché i cuccioli svezzati, (con occhi aperti, pelo dappertutto e aculei grigi e lunghi) tendono invece ad uscire dal nido, soprattutto di notte e a seguito della mamma per imparare a cacciare.

In questo caso vanno lasciati stare a meno che non diano segni di debolezza, siano feriti e stiano fermi all’aperto o camminiamo in pieno giorno. È buona cosa lasciare per loro crocchette per gattini ammollate in acqua e umido a base di manzo e pollo in ciotole basse, tutte le sere.

A volte i cuccioli svezzati possono temporaneamente e per breve tempo abbandonare il nido anche di giorno, ma non è normale che girino tutto il giorno all’aperto.

Quindi per quanto riguarda i cuccioli svezzati bisogna tenerli d’occhio e vedere se mangiano e crescono regolarmente.

Cosa significa non trovare più i cuccioli dopo alcune ore che abbiamo disturbato il nido?

Capita spesso che la mamma ritorni dai piccoli e decida di spostarli in un posto più sicuro.

La cosa importante quando ricomponiamo un nido è accertarsi che sia sufficientemente al sicuro da predatori..

Come devono essere trasportati i cuccioli orfani?

Bisogna metterli in una scatola da scarpe sopra una boule dell’acqua calda, (38 gradi) avvolta da un asciugamano di spugna integro e coperti con un panno di pile. La scatola va messa in casa al sicuro da cani e gatti e va coperta con una rete antimosche.

CONTATTARE SUBITO UN CENTRO DI RECUPERO.!

Evitate sempre di fare da soli perché potreste fare danni. I cuccioli sono molto delicati ed hanno bisogno di cure appropriate che solo una mano esperta può dare. A volte capita che muoiano per soffocamento o polmonite causata dal tentativo grossolano di dare loro da bere e il liquido è andato di traverso nei polmoni (ab ingestis).

ATTENZIONE: Oltre 24 ore senza il latte le possibilità di sopravvivenza per i cuccioli si riducono drasticamente. Dopo 48 ore i danni organici da disidratazione diventano irreversibili, per cui se troviamo dei piccoli abbandonati da più di 20 ore bisogna non esitare e portarli SUBITO ad un centro di fauna selvatica.

NB: EVITATE IL FAI DA TE PER NON FARE DANNI E PERDERE TEMPO PREZIOSO !

MAI dare il LATTE DI MUCCA, perché non lo digeriscono e potrebbe essere fatale.

Al centro quando arrivano i cuccioli prima li reidratiamo per bocca con la tisana di semi di finocchio. Poi utilizziamo un latte per cuccioli di cane, ESBILAC, ben tollerato dai ricci.

A volte in assenza di Esbilac si può utilizzare temporaneamente, 2-3 gg, il latte intero di capra che però non è abbastanza nutriente per i ricci.

Se per qualche necessità il nido con mamma e cuccioli non potesse essere lasciato stare allora occorre recuperare tutta la famigliola e portarli subito ad un centro.

NOTA BENE: La mamma va messa in uno scatolone a parte rispetto ai cuccioli perché durante il trasporto potrebbe mangiare i cuccioli a causa dello stress.

Quando si trasportano mamma e piccoli, in due scatole diverse, bisogna ASSOLUTAMENTE fare silenzio e agire in fretta.

Cerchiamo per favore di avere cura di questi animali e della natura in generale.. Qualunque cosa abbiamo da fare in giardino, non può essere più importante del valore di una vita. Dopo 4 settimane al massimo la mamma svezza i cuccioli e avremo il piacere di vedere animaletti meravigliosi attorno a noi.

Ora più che mai dobbiamo combattere per impedire che i ricci e gli animali che popolano questo pianeta si estinguano.. Ricordate sempre che senza di loro e senza boschi e foreste, neanche noi possiamo sopravvivere.

Cuccioli svezzati.. Vedete la differenza con i neonati sopra? Questi hanno il pelo dappertutto, aculei grigi e lunghi, occhi aperti, dentini.. Sembrano un riccio adulto in miniatura.

COSA FARE QUANDO SI TROVA UN RICCIO CON TANTE ZECCHE E PULCI?

In natura tutti gli animali selvatici hanno parassiti esterni, con i quali normalmente convivono.

Se però il riccio gira di giorno, è debole e magro oppure ha un carico elevato di zecche e pulci allora qualcosa non va.

La presenza di tanti parassiti esterni significa che il riccio ha qualche patologia che lo indebolisce e lo rende suscettibile all’attacco dei parassiti.

Le zecche per esempio sentono l’odore dell’indolo, una sostanza che si libera nelle feci dei soggetti ammalati, e tendono a salire più facilmente sull’animale.

La prima cosa da fare se si trova un riccio con tante zecche e pulci è di EVITARE di usare antiparassitari spot-on per cani e gatti, come il Frontline, perché sono molto concentrati e possono causare il decesso del riccio per paralisi respiratoria.

LE ZECCHE vanno tolte per prime, usando una pinzetta per sopracciglia o quelle apposite che possiamo trovare nei negozi di piccoli animali.

Vanno afferrato bene alla base, vicino alla cute del riccio , in modo da estrarre bene la testa.

Bisogna sercitare una trazione costante e non a scatti.

Le zecche vanno quindi rimosse una ad una senza applicare nessuna sostanza, tipo alcool, che possa irritarle e indurle a espellere con la saliva, sostanze tossiche nel sangue del riccio.

Le zecche estratte vanno messe in un bicchiere di alcool.

Con la punta di un cotton flock bagnata di betadine si disinfetta il punto di estrazione della zecca.

Se le zecche sono più di 10-20 è bene subito fare un antibiotico.

Dopo aver rimosso le zecche si può effettuare il trattamento antipulci con Neo Foractil spray per conigli o uccelli da voliera.

Una spruzzata di 4-5 secondi sulla scheda e sul posteriore lontano da collo e testa.

In pochi minuti le pulci cadranno tutte.

Se dopo una settimana c’è ne fossero ancora si può ripetere il trattamento.

Questo articolo è stato come indicazione per colleghi e operatori del settore del recupero dei selvatici.

Affidatevi sempre ad un centro di recupero ma tenete a mente queste indicazioni.