PERICOLI IN GIARDINO

Ninna, la prima riccia salvata, in mezzo al verde

Il giardino per il riccio è un ottimo posto per cacciare, farsi il nido e sostanzialmente vivere..

Si stima che circa metà dei ricci vivano ormai attorno alle nostre case, essendo il loro habitat sempre più ristretto dall’espansione delle monocolture e dalla cementificazione selvaggia.

Purtroppo i ricci hanno vita difficile accanto a noi. Sebbene ci siano alcuni vantaggi per questi animali che trovano attorno alle case acqua e cibo per gatti, molti sono i pericoli che incontrano sulla loro strada.

Eccone alcuni tra i più frequenti :

  1. Decespugliatori e frese. I ricci amano passare il tempo sotto i cespugli e nell’erba alta dove trovano fresco e protezione dai predatori. Se non si controlla prima di tagliare e se non si procede con cautela, si rischia di ferire a morte questi animali che di fronte ad una minaccia tendono ad appalottolarsi più che a scappare. Anche una ferita non mortale può essere estremamente pericolosa perché può infettarsi o attirare le mosche che vi depositano le uova. Dopo poche ore con il caldo le uova schiudono le temibili larve che divorano vivo l’animale.
  2. Tombini aperti e buche. I ricci hanno una pessima vista e spesso cadono in buche, tombini canali di scarico lasciati aperti. Se non vengono prontamente recuperati rischiano di morire di sete, di fame e di stenti. Bisogna sempre coprire i buchi con tavole di legno o grate.
  3. Reti delle recinzioni. Le reti delle recinzioni sono molto pericolose, soprattutto quelle a maglie medio-larghe perché i ricci ci si infilano nel tentativo di entrare in giardino e poi non riescono più a indietreggiare a causa degli aculei. Diventano così trappole mortali. Bisogna mettere la rete ad almeno 10 cm dal terreno in modo che il riccio possa passarci sotto agevolmente oppure fare dei buchi di 12x12cm alla base, ogni 2-3 metri e per ogni lato della recinzione in modo da creare dei passaggi. I ricci hanno bisogno di almeno 2-3 ettari di terreno, prati e cespugli, per trovare insetti a sufficienza.
  4. Spazzatura di plastica. Bisogna sempre fare attenzione a non lasciare la plastica in giro e raccogliere quella che troviamo. Sacchetti, borse, bottiglie, reti e anelli possono diventare trappole mortali. Inoltre gli animali possono ingerire dei pezzi di plastica che causano blocchi intestinali o soffocamento.
  5. Fuochi di sterpaglie e cumuli di fieno. Spesso c’è la brutta abitudine di bruciare i rovi per fare pulizia. É una pratica barbara che causa la morte di tanti piccoli animali che non riescono a fuggire in tempo. Vi ricordo che è assolutamente vietato dalla legge. In secondo luogo si tende a dare il fuoco ai cumuli di rami, foglie e fieno raccolti in giardino. Vi sconsiglio di farlo perché questi mucchi di materiale sono spesso il nido dei ricci e di altri animali. Se proprio non potete farne a meno, controllate prima sotto con un rastrello e accertatevi che non vi siano animali. Conviene bruciare creando un mucchio di fianco ad una certa distanza da quello vecchio dal quale viene prelevato il materiale poco alla volta. Se troviamo una cucciolata per favore lasciamo stare, rimettiamo rapidamente a posto come prima e allontaniamoci senza fare rumore per non far fuggire la mamma. Diamole il tempo (1 mese) per allattare i cuccioli. Lasciamo alcuni cumuli in giardino come rifugio per i ricci. Invece di bruciare le foglie e il fieno possiamo utilizzarli come compost; sono un ottimo concime naturale per il giardino.
  6. Pesticidi, erbicidi, lumachicidi e topicidi. Evitiamo sempre l’uso di veleni in giardino perché oltre a nuocere gravemente agli animali sono pericolosissimi anche per noi perché molti di essi portano al cancro. I lumachicidi sono letali per i ricci perché possono essere ingeriti direttamente o tramite le lumache di cui i ricci sono ghiotti.
  7. Piscine e stagni Sia le piscine che i laghetti possono costituire un serio pericolo soprattutto le prime perché hanno le pareti ripide che impediscono ai ricci di uscire. Dopo alcune ore muoiono affogati e sfiniti. Occorre sempre che ci sia un lato quasi orizzontale che permetta agli animali di uscire. Nelle piscine si può mettere un asse di legno a pioli obliquo che poggia sul fondo da un lato e sul bordo dall’altro. Esistono anche in commercio isole galleggianti. Oppure si può coprire la piscina di notte con un telo riavvolgibile o creare una recinzione attorno. Molto importante lasciare sempre dei sottovasi d’acqua fresca in giardino. I ricci soprattutto nella stagione secca vanno disperatamente alla ricerca di acqua e così finiscono nelle piscine.
  8. Compostiere La compostiera, quelle fatte artigianalmente, spesso sono il rifugio di tanti ricci e anche fonte di cibobper loro perché piene di insetti. Facciamo attenzione quando rimescoliamo il materiale a non usare il forcone per non infilzare i ricci.
  9. Cani aggressivi. .. Vi sono molti cani con forte istinto predatorio che attaccano e feriscono gravemente, spesso mortalmente i ricci. É bene sempre fare dormire i cani in casa durante la notte o in un recinto apposito. Se sentiamo abbaiare insistentemente in un punto corriamo subito a vedere perché potrebbe esserci un riccio in balia del vostro cane. Se trovate un riccio in bocca ad un cane dovete sempre controllare entrambi e portare il riccio da un veterinario per essere sicuro che non sia ferito. I buchi dei denti canini non si vedono facilmente tra gli aculei e se l’animale non viene trattato con un antibiotico potrebbe morire di infezione. Naturalmente fate attenzione quando prelevate un riccio, che non sia una femmina con i cuccioli. Se l’animale è ferito bisogna controllare in giardino che non vi siano i piccoli in attesa del ritorno della mamma.
    1. Cibo improprio Spesso c’è l’abitudine di lasciare pane e latte in giardino per nutrire i gatti. Mai dare il latte di mucca ai ricci perché potrebbe essere mortale. Non lo digeriscono affatto e non va bene nemmeno per i gatti. Lasciate piuttosto acqua fresca, crocchette e umido per gattini a base di pollo e/o manzo (no pesce).

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COME COMPORTARSI SE SI TROVA UNA MAMMA CON CUCCIOLI

Nel periodo che va dal mese di aprile fino a settembre può capitare, facendo i lavori i di giardinaggio, di imbattersi in una famigliola di ricci.

Che cosa dobbiamo fare per preservarli?

Innanzitutto va detto che i ricci spesso amano fare il nido sotto i bancali, le cataste di legno, i cespugli e i cumuli di fieno e foglie.

Quindi la prima cosa da fare quando si mette in ‘ordine’ il giardino è quella di agire con consapevolezza e quindi con cautela.

I cumuli di fieno non vanno bruciati senza prima controllare che sotto non vi siano i ricci o altri animali.

Con il decespugliatore non bisogna avvicinarsi ai cespugli e dobbiamo controllare prima tra l’erba che non vi siano ricci, leprotti o altri animali.

Se per caso troviamo un nido di ricci e se non è stato completamente distrutto bisogna ricomporre tutto com’era prima e allontanarsi.

Se I cuccioli sono molto piccoli, rosa, con gli occhi chiusi e gli aculei bianchi e corti, sono ancora lattanti e quindi più a rischio.

Se invece sono grossi come un mandarino, con pelo dappertutto, aculei grigi e occhi aperti verosimilmente sono ricci già svezzati, quindi un po’ più forti e più autonomi.

MAI TOCCARE O PRENDERE IN MANO soprattutto i neonati perché la mamma potrebbe abbandonarli o addirittura mangiarli.

Come dicevo prima la cosa migliore è controllare velocemente da distanza che I piccoli non siano feriti e che ci sia la madre con loro.

Dopo avere ricomposto il nido velocemente e in silenzio, ci allontaniamo e nelle ore successive monitoriamo.

Il pericolo è che la mamma abbandoni la cucciolata se é stata pesantemente disturbata o il nido distrutto e lasciato così.

Dopo una decina di ore conviene dare un’occhiata veloce se la mamma è con i piccoli.

È difficile dare una tempistica precisa, le situazioni e il comportamento dei ricci varia da caso a caso ma il linea di massima se la mamma riccia non torna nell’arco di 15-20 ore i piccoli vanno recuperati e portati immediatamente ad un centro di recupero per essere allattati e accuditi. Mi riferisco sempre a cuccioli lattanti e quindi non autosufficienti.

Tenete presente che mamma riccia di notte potrebbe non essere nel nido per necessità di cacciare e alimentarsi, essendo animali notturni.

Quindi se il nido viene disturbato al mattino, si ricompone e si dà un’occhiata alla sera prima che sia buio.

Se la mamma non c’è si controlla nuovamente al mattino successivo.

Se la mamma è ancora assente e i piccoli appaiono disidratati e con la pelle molto grinzosa vanno immediatamente recuperati.

Se il nido viene disturbato al pomeriggio conviene ricomporre tutto e attendere il mattino successivo. Se la mamma non c’è allora I cuccioli vanno recuperati.

A volte la mamma non dorme vicino ai cuccioli a ma breve distanza specialmente quando i piccoli hanno più di 2 settimane. Ma in ogni caso di giorno deve sempre essere nei paraggi, a poca distanza dal nido.

Quando vengono abbandonati o la mamma è morta, i piccoli tendono ad uscire dal nido e sparpagliarsi in cerca di cibo e della mamma.

Vanno SEMPRE recuperati i cuccioli lattanti (più piccoli di un mandarino, senza pelo, aculei bianchi e corti) che girano in giardino o sono da soli nel nido da oltre 15-20 ore.

Diventano bersaglio facile dei predatori e inoltre non sono in grado di sopravvivere da soli.

Questo ripeto vale per i neonati perché i cuccioli svezzati, (con occhi aperti, pelo dappertutto e aculei grigi e lunghi) tendono invece ad uscire dal nido, soprattutto di notte e a seguito della mamma per imparare a cacciare.

In questo caso vanno lasciati stare a meno che non diano segni di debolezza, siano feriti e stiano fermi all’aperto o camminiamo in pieno giorno. È buona cosa lasciare per loro crocchette per gattini ammollate in acqua e umido a base di manzo e pollo in ciotole basse, tutte le sere.

A volte i cuccioli svezzati possono temporaneamente e per breve tempo abbandonare il nido anche di giorno, ma non è normale che girino tutto il giorno all’aperto.

Quindi per quanto riguarda i cuccioli svezzati bisogna tenerli d’occhio e vedere se mangiano e crescono regolarmente.

Cosa significa non trovare più i cuccioli dopo alcune ore che abbiamo disturbato il nido?

Capita spesso che la mamma ritorni dai piccoli e decida di spostarli in un posto più sicuro.

La cosa importante quando ricomponiamo un nido è accertarsi che sia sufficientemente al sicuro da predatori..

Come devono essere trasportati i cuccioli orfani?

Bisogna metterli in una scatola da scarpe sopra una boule dell’acqua calda, (38 gradi) avvolta da un asciugamano di spugna integro e coperti con un panno di pile. La scatola va messa in casa al sicuro da cani e gatti e va coperta con una rete antimosche.

CONTATTARE SUBITO UN CENTRO DI RECUPERO.!

Evitate sempre di fare da soli perché potreste fare danni. I cuccioli sono molto delicati ed hanno bisogno di cure appropriate che solo una mano esperta può dare. A volte capita che muoiano per soffocamento o polmonite causata dal tentativo grossolano di dare loro da bere e il liquido è andato di traverso nei polmoni (ab ingestis).

ATTENZIONE: Oltre 24 ore senza il latte le possibilità di sopravvivenza per i cuccioli si riducono drasticamente. Dopo 48 ore i danni organici da disidratazione diventano irreversibili, per cui se troviamo dei piccoli abbandonati da più di 20 ore bisogna non esitare e portarli SUBITO ad un centro di fauna selvatica.

NB: EVITATE IL FAI DA TE PER NON FARE DANNI E PERDERE TEMPO PREZIOSO !

MAI dare il LATTE DI MUCCA, perché non lo digeriscono e potrebbe essere fatale.

Al centro quando arrivano i cuccioli prima li reidratiamo per bocca con la tisana di semi di finocchio. Poi utilizziamo un latte per cuccioli di cane, ESBILAC, ben tollerato dai ricci.

A volte in assenza di Esbilac si può utilizzare temporaneamente, 2-3 gg, il latte intero di capra che però non è abbastanza nutriente per i ricci.

Se per qualche necessità il nido con mamma e cuccioli non potesse essere lasciato stare allora occorre recuperare tutta la famigliola e portarli subito ad un centro.

NOTA BENE: La mamma va messa in uno scatolone a parte rispetto ai cuccioli perché durante il trasporto potrebbe mangiare i cuccioli a causa dello stress.

Quando si trasportano mamma e piccoli, in due scatole diverse, bisogna ASSOLUTAMENTE fare silenzio e agire in fretta.

Cerchiamo per favore di avere cura di questi animali e della natura in generale.. Qualunque cosa abbiamo da fare in giardino, non può essere più importante del valore di una vita. Dopo 4 settimane al massimo la mamma svezza i cuccioli e avremo il piacere di vedere animaletti meravigliosi attorno a noi.

Ora più che mai dobbiamo combattere per impedire che i ricci e gli animali che popolano questo pianeta si estinguano.. Ricordate sempre che senza di loro e senza boschi e foreste, neanche noi possiamo sopravvivere.

Cuccioli svezzati.. Vedete la differenza con i neonati sopra? Questi hanno il pelo dappertutto, aculei grigi e lunghi, occhi aperti, dentini.. Sembrano un riccio adulto in miniatura.

COSA FARE QUANDO SI TROVA UN RICCIO CON TANTE ZECCHE E PULCI?

In natura tutti gli animali selvatici hanno parassiti esterni, con i quali normalmente convivono.

Se però il riccio gira di giorno, è debole e magro oppure ha un carico elevato di zecche e pulci allora qualcosa non va.

La presenza di tanti parassiti esterni significa che il riccio ha qualche patologia che lo indebolisce e lo rende suscettibile all’attacco dei parassiti.

Le zecche per esempio sentono l’odore dell’indolo, una sostanza che si libera nelle feci dei soggetti ammalati, e tendono a salire più facilmente sull’animale.

La prima cosa da fare se si trova un riccio con tante zecche e pulci è di EVITARE di usare antiparassitari spot-on per cani e gatti, come il Frontline, perché sono molto concentrati e possono causare il decesso del riccio per paralisi respiratoria.

LE ZECCHE vanno tolte per prime, usando una pinzetta per sopracciglia o quelle apposite che possiamo trovare nei negozi di piccoli animali.

Vanno afferrato bene alla base, vicino alla cute del riccio , in modo da estrarre bene la testa.

Bisogna sercitare una trazione costante e non a scatti.

Le zecche vanno quindi rimosse una ad una senza applicare nessuna sostanza, tipo alcool, che possa irritarle e indurle a espellere con la saliva, sostanze tossiche nel sangue del riccio.

Le zecche estratte vanno messe in un bicchiere di alcool.

Con la punta di un cotton flock bagnata di betadine si disinfetta il punto di estrazione della zecca.

Se le zecche sono più di 10-20 è bene subito fare un antibiotico.

Dopo aver rimosso le zecche si può effettuare il trattamento antipulci con Neo Foractil spray per conigli o uccelli da voliera.

Una spruzzata di 4-5 secondi sulla scheda e sul posteriore lontano da collo e testa.

In pochi minuti le pulci cadranno tutte.

Se dopo una settimana c’è ne fossero ancora si può ripetere il trattamento.

Questo articolo è stato come indicazione per colleghi e operatori del settore del recupero dei selvatici.

Affidatevi sempre ad un centro di recupero ma tenete a mente queste indicazioni.

ALIMENTAZIONE DEI RICCI

I ricci sono insettivori onnivori e in natura si cibano di scarafaggi, millepiedi, bruchi, forcelline e lombrichi, principalmente. In quantità minore anche di lumache, lumaconi, carogne di animali, uova di uccelli, frutta e erbe.

Cosa possiamo dare loro da mangiare per aiutarli a sopravvivere dato che spesso vivono vicino a noi nei giardini, nei parchi e nelle zone residenziali?

Crocchette e umido per gattini a base di pollo e manzo vanno bene.

Le crocchette devono essere di buona qualità quindi evitate le marche a buon prezzo.

Le crocchette vengono digerite meglio rispetto all’umido che a lungo andare causa un po’ di dissenteria.

Inoltre favoriscono il rafforzamento dei denti e della mandibola e prevengono la formazione del tartaro e quindi le infezioni alle gengive.

Vanno preferite le crocchette per gattini perché sono di piccola pezzatura e più facili da masticare.

Anche la carne tritata di manzo scottata sulla piastra senza condimento va bene, così come il pollo bollito nell’acqua senza olio.

Un uovo sodo un paio di volte a settimana è un ottimo ricostituente. Va sminuzzato con la forchetta, sia l’albume che il tuorlo.

Non è necessario dare frutta, soprattutto ai piccoli perché può fermentare e dare diarrea.

Agli adulti si può dare qualche pezzettino di mela, pera, anguria o melone, ma sempre in modeste quantità.

MAI dare ai ricci il LATTE DI MUCCA né il PANE o la PASTA e nemmeno la FRUTTA secca che può rimanere conficcata nelle gola o nel palato con gravi conseguenze.

Le mandorle poi sono tossiche per i ricci perché contengono la cianidrina.

Mai dare roba dolce, né latticini né prodotti come il cioccolato. Potrebbero far morire il riccio.

L’alimentazione che vi abbiamo indicato va bene per i soggetti adulti e per i riccetti svezzati.

Per i lattanti tratteremo in un articolo a parte

Ai cuccioli svezzati, che assomigliano a soggetti adulti in miniatura, conviene lasciare crocchette per gattini ammollate in acqua in modo che riescano a masticare oppure l’umido di manzo e pollo.

Per quanto riguarda la somministrazione di prede vive per stimolare l’istinto di caccia dei ricci possiamo aggiungere al menù sopraindicato qualche camola della farina o del miele , ma sempre in piccola quantità, non più di 4 o 5 al giorno per evitare di creare una dipendenza alimentare. Infatto molti ricci ne vanno ghiotti ed evitano di mangiare tutto il resto.

Le camole in grande quantità giornaliera possono causare dissenteria e uno squilibrio metabolico del rapporto calcio/ fosforo nel sangue con conseguente riassorbimento del calcio dalle ossa.

I ricci affetti da questa patologia presentano le ossa deformi, più fragili e un atteggiamento degli arti ‘a zampa di foca’, cioè deviati di lato. Soprattutto i soggetti giovani in accrescimento.

Ovviamente dobbiamo sempre lasciare assieme al cibo anche abbondanti quantità di acqua fresca in ciotole basse.

Per evitare che il loro cibo venga preso da cani e gatti bisogna utilizzare sempre una mangiatoia.

LE CUCCIOLATE AUTUNNALI

Il riscaldamento globale ha causato una dilatazione della stagione riproduttiva dei ricci.

Ad una prima cucciolata di fine primavera e estate se ne aggiunge un’altra verso l’inizio dell’autunno, a settembre.

La maggior parte dei cuccioli nati in questo periodo non ha più la possibilità di raggiungere il peso di sicurezza per andare in letargo, cioè 600-650 grammi.

A mano a mano che l’autunno avanza, la popolazione di insetti, le prede preferite dei ricci, cala drasticamente.

Per tale motivo i giovani ricci continuano a girare fino all’inverno alla disperata ricerca di cibo che non trovano più.

La maggior parte di loro morirà di fame e di stenti durante l’inverno.

Per questo motivo consigliamo di raccogliere tutti i cuccioli che da ottobre in poi pesano meno di 400 – 450 grammi.

Vanno portati ad un centro di recupero di fauna selvatica dove passeranno tutto l’inverno al caldo e ben nutriti.

Molti di loro sono ammalati e necessitano di trattamenti farmacologici per eliminare Crenosoma e Capillaria , due temibili parassiti polmonari e intestinali.

L’infestazione avviene attraverso l’ingestione di lumache e lumaconi, cibo non usuale per i ricci che diventa però primario in autunno quando non trovano più insetti a sufficienza.

Spesso i ricci giovani in autunno sono molto magri ed hanno un profilo allungato quando sono appallottolati anziché una bella forma rotondeggiante tipica dei soggetti ben nutriti.

Consigliamo di lasciare sempre una ciotola di crocchette per gattini e una di acqua fresca per tutto il periodo autunnale e se possibile anche d’inverno. È un valido aiuto per tutti i soggetti di peso borderline, oltre i 500 grammi, che se continuano ad alimentarsi, hanno la possibilità di raggiungere il peso della salvezza cioè di 600 grammi.

Naturalmente se trovate un riccio anche di 600 grammi che ha una forma molto allungata, tipo pallone da rugby, significa che è deperito e va recuperato.

Vanno parimenti recuperati tutti i ricci che girano o sono fermi all’aperto in pieno giorno.

Sono animali notturni che di solito escono al tramonto, girano tutta la notte e si rintanano al mattino.

COME COSTRUIRE UN RECINTO DI PRE LIBERTÀ

Dopo aver trascorso l’inverno in cattività i ricci devono passare un periodo di ambientamento in un recinto in giardino per poter riacquistare i loro istinti selvatici.

Devono di nuovo essere in grado di cacciare, di farsi il nido, di vivere di notte e dormire di giorno e devono temere l’uomo.

In questa fase che dura circa due settimane dovremo minimizzare il contatto con loro lasciando il cibo di giorno, quando dormono, e osservare il loro comportamento la sera da lontano per verificare che stiano riacquistando la loro natura selvatica.

Il metodo più semplice per fare un recinto è quello di utilizzare le onduline di plastica.

Il recinto deve avere buone dimensioni, almeno 3x4metri, ma se è più grande è meglio ancora. I ricci hanno bisogno di tanto spazio per muoversi, scavare, esplorare e cercare insetti.

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La lamina di plastica deve essere larga 1 metro, di cui una parte di 10-15 centimetri va interrata per evitare che i ricci scavino e fuggano. Quindi il recinto rimane alto almeno 80-90 cm per evitare che i ricci scavalchino e per impedire ai predatori, tipo cani, tassi e volpi, di entrare.

I ricci devono essere ben protetti perché se entra un predatore in un recinto chiuso non hanno alcuna possibilità di fuga.

Per interrare la palizzata basta fare una scanalature profonda 15 cm con una zappa.

Una volta interrata la lamina sarebbe opportuno mettere una fila di mattonelle di cemento lungo il bordo interno della recinzione e poi vanno coperte con la terra. In questo modo si impedisce ai ricci di scavare.

Per fissare il recinto bisogna utilizzare dei tondino da carpentiere, tipo quelli che usano per fare i pilastri delle case. Devono essere lunghi almeno 1,2 metri e vanno utilizzati come picchetti che vengono conficcati lungo il bordo esterno della palizzata alla distanza di 1 metro uno dall’altro. Vanno poi fissati alla plastica utilizzando un fil di ferro che viene fatto passare attraverso 2 buchi nella parete del recinto e attorno al tondino.

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Il recinto va posizionato in un punto ombreggiato del giardino e all’interno vanno piazzate una o più casette sopraelevate di 3-4 centimetri per evitare che si allaghino quando ci sono forti temporali. Si può utilizzare allo scopo una mattonella di cemento o dei mattoni messi vicino come se fossero un pavimento e poi va posizionata la casetta sopra.

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É indispensabile una buona e ampia copertura di plastica sopra le casette per proteggerle dalla pioggia.

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Le casette devono essere grandi, con un legno spesso almeno 1 cm di multistrato o abete e vanno riempite di foglie secche, furbo e paglia.

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Bisogna lasciare anche un mucchietto di foglie e fieno fuori dalla casette in modo che i ricci lo utilizzino per completare il nido.

Oltre a lasciare acqua e cibo nelle ciotole, bisogna spargere un po’ di crocchette nella recinto in modo da stimolare i ricci a cercarle. È utile dare anche un pochino di prede vive, tipo camole della farina, 5-6 al giorno per soggetto. Non bisogna darne tante perché possono dare problemi metabolici.

Al termine delle 2 settimane, se il riccio dimostra di essersi inselvatichito possiamo aprire il recinto e lasciarlo andare.

È fondamentale per la sua sopravvivenza che posizioniamo fuori dal recinto una mangiatoia con crocchette tutte le sere e un bel sottovaso pieno d’acqua di fianco.

Questo garantirà a tutti gli animali rilasciati un supplemento di cibo nel caso in cui non fossero in grado di trovare abbastanza prede.

Sono tempi difficilissimi per gli animali selvatici. Pensate che in 30 anni l’uomo ha spazzato via tre l’80% dei mammiferi del pianeta. I ricci come tanti altri animali si stanno estinguendo ma se noi li aiutiamo rendendo i nostri giardini più naturali, lasciando cespugli, prati con l’erba alta fino alla fioritura, alberi, uno stagno e acqua e cibo costanti daremo loro la possibilità di sopravvivere.

Ricordatevi che senza animali e alberi noi non possiamo assolutamente vivere.

Se sparirà la biodiversità ci estingueremo presto anche noi, pensate all’esempio delle api.

Cerchiamo di coinvolgere il maggior numero possibile di persone ad aiutare gli animaletti che vivono nei nostri giardini. Un piccolo passo fatto da molti può determinare un risultato enorme.

MANGIATOIA PER RICCI


Per somministrare il cibo ai ricci che girano nel nostro giardino è necessario allestire una mangiatoia di legno con una piccola apertura in modo da impedire l’accesso a cani, gatti e altri animali .

La via più comoda e veloce è quella di utilizzare una scatola di legno, tipo da 6 bottiglie di vino, alla quale si pratica un’apertura 10×10 cm nel lato più stretto come indicato nella foto.

Poi si posiziona la mangiatoia in una parte tranquilla del giardino, possibilmente sotto un cespuglio, in modo da permettere ai ricci di arrivarci agevolmente. E’ bene porre un telo di nylon antipioggia sulla parte superiore della mangiatoia e stabilizzarla mettendovi sopra dei mattoni, per evitare che cani e gatti la muovano o la capovolgano nel tentativo di raggiungere il cibo.

Il cibo, crocchette per gattini a base di pollo, va messo alla sera, in una ciotola, al fondo della mangiatoia, dalla parte opposta all’ingresso per impedire che i gatti possano raggiungerlo Nello stesso tempo va posizionato un sottovaso grande e basso, tipo quelli verdi, pieno di acqua fresca, di fianco alla mangiatoia. L’acqua è un elemento fondamentale per la sopravvivenza e i ricci spesso faticano a trovarla. Bisogna mettere una pietra all’interno del sottovaso per evitare che venga capovolto.

In alternativa alla scatola di legno si può utilizzare una scatola di plastica grande tipo quelle da cucina con il coperchio utilizzate per mettere gli asciugamani. Bisogna anche in questo caso praticare un buco di 10×10 cm nel lato più stretto.Per evitare che gatti piccoli entrino è necessario mettere un mattone all’interno della scatola di plastica, davanti all’ingresso, distanziato di 10 cm dall’apertura.

IL GIARDINO IDEALE PER I RICCI


Oggi desidero darvi due dritte su come creare un giardino ideale per i ricci e per tanti animaletti selvatici.
Siamo in un’epoca in cui la razza umana sta’ rapidamente distruggendo tutto, ma noi possiamo fare tanto per proteggere la natura.
Iniziamo dai nostri giardini e poderi.
Ora che la primavera si avvicina, iniziamo a piantare un po’ di cespugli, tipo biancospino, ligustro, sambuco, more e lamponi, che sono un ottimo rifugio per i ricci e tanti piccoli uccelli.
Mettiamo a dimora anche qualche albero da frutta di varietà antiche resistenti a siccità e malattie.
Manteniamo un’area di prato con l’erba alta fino alla fioritura che attira insetti e farfalle.
Creiamo piccolo stagno con i bordi pianeggianti come fonte d’acqua, che e’ bellissimo anche esteticamente.
Lasciamo alcuni cumuli di foglie e fieno in un’angolo del giardino, ottimo posto per fare il nido. Molto gradita e’ anche una bella legnaia, fatta di ceppi posti sopra un bancale ricoperto da un telo.
Meravigliose e molto utili sono le case per gli insetti.
Basta sovrapporre alcuni bancali, coprirli con un telo antipioggia e infilarci in mezzo, mattoni bucati, canne di bambù tagliate, ceppi di legno, foglie, fieno, paglia, pigne in modo da creare anfratti.
Lasciate in un angolo una mangiatoia per i ricci sempre provvista di crocchette e alcuni sottovasi bassi e larghi pieni d’acqua (mettere una pietra dentro per stabilizzare).
Mettete anche qualche nido e mangiatoia per gli uccelli e ovviamente cibo anche per loro.
Praticate piccoli buchi 10×10 cm in ogni lato della recinzione in modo che i ricci possano entrare.
Non usate mai lumachicidi, pesticidi, erbicidi e rodenticidi.
Più l’ambiente sara’ sano per gli animali più manterrete un equilibrio che gioverà tantissimo alla vostra salute.
E perché no, magari fatevi un bell’orto biologico che vi aiuterà a rilassarvi e a tonificare lo spirito oltre che a fornire cibo sano.
E’ tempo ben speso, pensateci…

GESTIONE DEI RICCI DURANTE L’INVERNO

I ricci sottopeso o malati recuperati in autunno devono essere tenuti al caldo e curati per poi essere liberati in primavera.

Devono essere soccorsi e portati ad un CRAS, centro di recupero di fauna selvatica, tutti i ricci che da novembre in poi pesano meno di 400 grammi perché troppo piccoli per superare l’inverno. E ovviamente tutti quelli magri e ammalati di ogni peso.

È molto importante che quando i ricci arrivano vengano sottoposti sistematicamente ad un esame delle feci per verificare la tipologia ed il carico di parassiti polmonari da cui sono affetti. In tal modo si potrà calibrare la giusta terapia. Spesso i piccoli nati a inizio autunno per poter sopravvivere sono costretti a cibarsi di lumache e lumaconi, che sono vettori di Crenosoma e Capillaria, due parassiti che colpiscono polmoni, il primo, e intestino, il secondo, causando gravi patologie che debilitano l’animale fino a farlo soccombere.

È fuori di dubbio che le cucciolate autunnali siano più deboli e malate rispetto a quelle primaverili.

Dopo aver sottoposto gli animali affetti da parassiti e da infezioni secondarie ad apportuni trattamenti e bene cercare di metterli in condizione di andare in letargo.

Non appena viene terminata la terapia bisogna eseguire nuovamente l’esame delle feci per essere sicuri di aver debellato i parassiti.

Il riccio va tenuto da solo in una grande gabbia per conigli (1m lunghezza x0, 5m larghezza) , a temperatura di almeno 18 gradi fino a quando non è perfettamente guarito.

Appena raggiunge il peso di 650-700 grammi può essere messo in un box in un ambiente non riscaldato o recinto esterno, con tanto di casetta ben coibentata e protetta da pioggia e neve, in modo che possa andare in letargo.

La casetta va riempita bene di foglie secche, fieno e paglia che va lasciata anche i parte nel recinto in modo che il riccio la usi per perfezionare il nido.

Bisogna sempre lasciare acqua e crocchette per tutto l’inverno.

É molto importante che i ricci che hanno raggiunto il peso adatto (650 gr) vadano in letargo.

In questo modo evitiamo che ingrassino troppo e arrivino alla primavera obesi.

Inoltre il letargo consente loro di ridurre lo stress da cattività e di limitare il contatto con gli umani.

I ricci devono mantenere il loro comportamento selvatico ed essere diffidenti nei confronti dell’uomo.

Appena arriva la primavera, il clima diventa mite cioè la temperatura supera i 10 gradi sia di giorno che di notte e i ricci si svegliano dal letargo è necessario spostare fuori in grandi recinti esterni tutti quelli che hanno passato il letargo in casa.

Il periodo di stabulazione nei recinti esterni deve durare circa 2 settimane per permettere ai ricci di riadattarsi al clima esterno e alla vita selvatica.

Le dimensioni dei recinti devono essere di almeno 3mx5m e all’interno ci deve essere un manto erboso con cespugli che riproduce il loro habitat naturale.

Il recinto deve essere ombreggiato e in un posto tranquillo del giardino.

Le pareti della recinzione devono essere di plastica o legno liscio, alte almeno 80 cm-1 m ed interrate di 10 cm per evitare che i ricci fuggano o che entrino dei predatori.

Bisogna inoltre mettere una casetta di legno con un bel tetto ampio di plastica per la pioggia.

La casetta va posta in posizione sopraelevata di qualche centimetro rispetto al terreno per evitare che si allarghi in caso di pioggia.

All’occorrenza si possono usare mattoni o una lastra di cemento.

Durante il periodo di preliberta’ bisogna evitare il contatto con i ricci il più possibile.

In ciascun recinto vanno posti pochi animali e divisi per sesso. Mai mettere insieme maschi e femmine.

I maschi dopo un certo periodo tendo a litigare tra di loro e a mordersi.

Ecco perché non bisogna tenerli oltre le due settimane nei recinti. Durante questo periodo bisogna constatare da lontano il loro compartimento.

Dobbiamo osservare e accertarsi che abbiamo l’istinto di farsi il nido, di dormire di giorno ed essere attivi la notte, di cacciare gli insetti e di appallottolati in presenza del pericolo e dell’uomo.

Se riveliamo delle anomalie di comportamento possiamo mettere il riccio in un recinto da solo e verificare se le cose migliorano.

Daremo delle crocchette per gattini sparse nel recinto e insetti morti tipo grilli, blatte e camole della farina vive (in poca quantità le camole, 3-4 al giorno.

COSA FARE QUANDO SI INCONTRA UN RICCIO FERITO

Spesso i ricci si trovano in difficolta’ a causa dell’uomo. Molti di loro vengono investiti dalle auto mentre cercano di attraversare la strada, altri vengono tagliati o mutilati dai decespugliatori e dalle frese, molti vengono aggrediti e dilaniati dai cani, altri rimangono intrappolati nelle gabbie di cattura per i topi o peggio nella colla.

Come ci accorgiamo che un riccio e’ in difficolta’ ed ha bisogno di aiuto?

  1. Se lo troviamo fermo in mezzo alla strada. Accertiamoci sempre che non sia ferito, cioe’ che non abbia tracce di sangue al naso, alla bocca o sul corpo. Se sta’ bene di solito si chiude a formare una bella pallina tonica non appena ci avviciniamo. Se invece rimane aperto, coricato su un lato significa che e’ debole e quindi in stato di shock dovuto al trauma da investimento. Se quando si appallottola una zampa rimane fuori significa che non riesce a retrarla perché e’ fratturata o lesionata.
  2. Se lo troviamo DI GIORNO, fermo all’aperto, in un prato o in cortile, debole oppure barcollante, con formiche o peggio ancora mosche che gli girano intorno, oppure se camminando zoppica. (i ricci che sono all’aperto di giorno sono quasi sempre animali in difficoltà). La presenza di uova di mosca carnaria rende il caso urgentissimo. Le uova in poche ore con il caldo schiudono e danno origine a larve che letteralmente mangiano vivo l’animale. Se ci sono gia’ le larve non c’e’ un minuto da perdere, vanno immediatamente rimosse una per una con una pinzetta.
  3. Se lo troviamo intrappolato in una rete di recinzione o in qualche imballaggio di plastica, come anelli o guarnizioni di plastica che spesso gli formano un cappio attorno al torace o al collo, dal quale non riescono più a liberarsi . Spesso capita che crescendo la plastica si conficchi nei tessuti, cute e muscoli, creando dolore e infezione ( vedi foto sottostante). La presenza di uova e di larve di mosca carnaria rende il caso urgentissimo in quanto le larve penetrano nelle ferite e nella cute integra e si cibano dei tessuti dell’animale , letteralmente lo mangiano vivo.
Questo piccolo riccio e’ arrivato al centro con un anello di plastica conficcato nei tessuti attorno alla pancia. Era rimasto intrappolato per molto tempo e crescendo la plastica gli era entrata nella cute e nei muscoli causando infezione, dolore e un tremendo disagio nel movimento. Fortunatamente siamo riusciti a liberarlo e a curarlo fino alla guarigione.

4 ) Se lo troviamo ustionato come spesso capita quando diamo fuoco ai cumuli di rami e foglie o alle sterpaglie in giardino. I ricci amano fare il nido sotto i covoni di fieno o i mucchi di ramaglie e foglie o sotto la legnaia. Non bisogna mai accendere il fuoco senza prima controllare che non ci sia il nido dei ricci o di altri animali. E’ una vera propria barbarie dare il fuoco alle sterpaglie e lungo i pendii per eliminare i cespugli e le erbe infestanti per fare ‘ordine’ e ‘pulito’, perché possiamo bruciare vivi tanti animaletti che non hanno la possibilita’ di scappare come i ricci.

Un riccio gravemente ustionato, nelle due foto soprastanti. Si nota chiaramente un’area elissoidale in cui gli aculei sono stati bruciati e la lesione grave alla cute.

5) Se troviamo un riccio attaccato da un cane. Bisogna sempre accertarsi che non abbia ferite anche minuscole che risultano poco visibili tra gli aculei. Cerchiamo eventuali tracce di sangue. Il morso del cane di solito lascia le impronte dei denti ai due lati opposti del corpo del riccio. Ad esempio se c’è una ferita sul lato sx dell’addome bisogna controllare il lato dx. Se il riccio è ferito anche minimamente va tenuto sotto osservazione ed eventualmente va fatto un antibiotico perché il morso del cane può portare infezioni gravi e una volta lasciato andare il riccio può morire di setticemia qualche giorno dopo. La ferita va disinfettata delicatamente con betadine diluito al 50 % con soluzione fisiologica evitando le parti vicino agli occhi. Successivamente ai applica una pomata antibiotica, tipo gentalin normale. Va controllato anche il cane che non abbia ferite in bocca.

Raccomando sempre quando si trova un riccio ferito di immediatamente raccoglierlo, usando un panno per non pungersi, e di metterlo in uno scatolone con accanto una boule dell’acqua calda avvolta da un asciugamano di spugna. Insisto sul fatto di portarlo subito senza perdere tempo ad un centro di recupero di fauna selvatica perché potrebbe avere un’infezione ad uno stadio avanzato oppure le larve di mosca carnaria. Conviene sempre coprire la scatola con una rete antimosche per evitare che depositino le uova sulla ferita.